«Non ho tempo di imparare un programma»
Il listino tipico è già caricato, i capi si aggiungono con un tocco e la data «pronto il» si calcola da sola. La prima ricevuta si fa in meno di un minuto, la seconda in venti secondi.
Domande
Sono le 13 domande che arrivano davvero, con la risposta per esteso. Dove il prodotto si ferma è scritto qui, non alla fine di una demo.
Il listino tipico è già caricato, i capi si aggiungono con un tocco e la data «pronto il» si calcola da sola. La prima ricevuta si fa in meno di un minuto, la seconda in venti secondi.
Non serve hardware nuovo. La stampante termica del banco stampa ricevute e cartellini dal browser; il registratore telematico Epson o RCH si collega in rete locale con una procedura guidata.
Si disdice da Impostazioni, e fino all’ultimo giorno scarichi clienti, ricevute e incassi in Excel. Il WhatsApp e il registratore sono tuoi e restano dove sono.
29 € al mese, IVA esclusa, per un negozio. Il primo mese è gratis e non chiede la carta di credito; pagando l’anno si toglie il 20% dal totale. Dentro ci sono tutti i moduli e tutti gli utenti: niente costo a testa, niente costi di attivazione, nessun vincolo di durata. Il secondo negozio e i successivi costano metà. Sostituisce il gestionale in abbonamento e gli avvisi «è pronto» a pacchetto: oggi sono due abbonamenti separati, circa 65 € al mese. Qui 29 € al mese, tutto compreso.
Una qualunque stampante termica per scontrini da 58 o 80 mm che il computer o il tablet vede (USB, rete o Bluetooth). Ricevuta e cartellini si stampano dal browser, senza programmi da installare. Se usi cartellini adesivi, va bene anche una stampante per etichette. La larghezza si sceglie in Impostazioni → Banco e ricevute.
Sì, qualunque lettore USB o Bluetooth: «scrive» il codice nel campo in alto al banco e la ricevuta si apre. Funziona sia col codice della ricevuta sia con quello del cartellino.
Dalla ricevuta, con «Avvisa su WhatsApp»: si apre WhatsApp col messaggio già scritto e il link della ricevuta, dal numero del negozio. Non serve collegare nessun account e non si pagano messaggi. Se il cliente ha l’email, puoi mandarla anche lì: parte col nome della tua lavanderia e le risposte arrivano a te.
Il servizio di lavanderia si considera effettuato quando viene pagato. Quindi l’acconto preso all’accettazione ha il suo documento commerciale quel giorno, e al ritiro si certifica solo il saldo. Se il cliente paga tutto subito, sullo scontrino vanno i capi uno per uno. Il registratore è il tuo (Epson e RCH in rete locale).
Sulla ricevuta spunti «paga a fine mese», oppure al ritiro scegli «consegna senza incassare». La ricevuta resta fra le «da incassare» con il suo saldo, e quando arriva il pagamento la incassi ed emetti il documento quel giorno. Per alberghi e ristoranti con partita IVA ci sono anche le offerte e la fattura elettronica, con il tuo provider.
Sì. Ogni voce del listino è al pezzo, al metro quadro, al chilo o al metro: tappeti e tende si misurano al banco, la biancheria a peso si pesa. Le voci al pezzo diventano un cartellino per pezzo.
Dopo i giorni che decidi tu (di serie 30) la ricevuta pronta finisce nell’elenco «Non ritirate», con il cliente, i giorni di attesa e il saldo, e puoi mandare il sollecito su WhatsApp. Le tue condizioni sui capi abbandonati le scrivi in Impostazioni e vengono stampate su ogni ricevuta.
Sì. Ogni negozio ha la sua cassa e la sua chiusura, e le ricevute si cercano da tutti per numero, nome o telefono. Il canone copre il primo negozio, e ogni negozio in più costa la metà.
Sì, dalla Cassa: i prodotti hanno codice a barre, giacenza e riordino, e lo scontrino parte sul registratore come per le ricevute.